Articoli - Sara Bardelli Graphics
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Less is more? Enough is better.

Less is more è una delle frasi più usate e abusate nell’ambito dell’architettura, del design e dintorni. E a buona ragione. In questa semplice locuzione – bandiera di Mies Van Der Rohe, grande maestro del movimento moderno – c’è l’essenza delle cose migliori che possono esser create nel campo del design. Meno è più: semplifica, togli il superfluo, sfronda. E arriverai all’essenza.

Semplificare non è semplice: è un gioco di parole tanto vero quanto sottile. Semplificare senza banalizzare, senza impoverire, non è affatto semplice, perché presuppone una profonda comprensione del tema. Solo analizzando a fondo ed entrando nel cuore del nostro lavoro di designer, del nostro tema di studio, possiamo ambire a scoprirne l’anima e a rivelarla tramite la semplificazione.

Da poco ho partecipato a un seminario di Piero Babudro sul web copywriting e la scrittura creativa. Piero ha espresso e chiarito un concetto al quale credo profondamente. Semplificare, sintetizzare sono operazioni che servono a centrare il tema, ma il tema sarà davvero centrato quando avremo la sensazione di essere arrivati all’abbastanza, ad una compiutezza e completezza che ci soddisfano, a quel q.b. personale che può essere interpretato solo a sensazione, e che si basa sulla nostra esperienza. Allora ecco che less is more diventa enough is more: enough is better.

Nel lavoro di designer mi scontro spesso con un dubbio: sarò davvero arrivata al cuore del problema? Avrò centrato il tema? Cos’altro posso aggiungere/sottrarre? Questa decorazione è solo un vezzo o una necessità interpretativa? Sono domande che in verità non mi mettono in crisi, anzi mi fanno appassionare ancor di più a quello che sto facendo. Sono quei campanelli d’allarme che aiutano a tenere sempre a mente la finalità ultima del lavoro: appagare un’esigenza del cliente tramite un’interpretazione personale che si fondi su una solida base semantica.

 

 

Stile Coerenza

Stile e coerenza: le parole chiave per l’immagine di un’attività

Lo stile è tutto il complesso di elementi che caratterizzano qualcosa. Sembra semplice, detta così. Eppure, avere un proprio stile è una delle conquiste più difficili e una delle più alte ambizioni per un brand, per un’attività commerciale, per un professionista. Per sperare di costruirsi un proprio stile occorre innanzi tutto avere chiaro il percorso da fare. Partire da un’idea, valutarne la fattibilità, individuarne il target, progettarne l’immagine, posizionarla nel mercato, promuoverla nei giusti canali. La progettazione dell’immagine sta nel mezzo: è un cardine intorno al quale ruota tutto il resto e dal quale dipende gran parte del successo di questa idea. La costruzione dello stile, dunque, è un momento cruciale del percorso ed è essa stessa un percorso nel quale non sono ammessi inciampi o scivoloni.

Lo stile è il modo di esprimersi del tuo brand, è la tua individualità, è il tuo segno distintivo. Deve essere memorabile e diretto, deve essere costante nel tempo, o deve riuscire a modificarsi rimanendo riconoscibile. Deve essere coerente. La coerenza è la connessione interna fra le parti, è la concordanza fra quello che dici e quello che fai, è l’assiduità con cui batti sempre sugli stessi punti, è la capacità di non contraddirti.